giovedì 9 maggio 2013

Storia Zen - La barca vuota




La barca vuota
Maestro Zen, Lin-tsi

Quando ero giovane, mi affascinava andare in barca.
Avevo una piccola barca e da solo me ne andavo sul lago; 
rimanevo lì per ore a meditare 
sulla calma del lago.
Un giorno ero rilassato ad occhi chiusi
 ed una barca vuota sospinta dalla corrente colpì la mia.
I miei occhi erano chiusi
 per cui pensai che qualcuno mi fosse venuto addosso
 e mi arrabbiai, 
poi aprì gli occhi e stavo per assalire con furia quell'uomo,
 ma mi resi subito conto che la barca era vuota.
A quel punto rimasi paralizzato, 
su chi potevo riversare la mia rabbia?

Era assurdo riversare la rabbia su una barca vuota. 
Perciò chiusi gli occhi e contattai la mia rabbia
 che era presente perché non trovò via d’uscita
 ed usai tale sentimento per entrare all'interno,
 sull'onda di quella rabbia,
 e quella barca vuota divenne la mia realizzazione.

In quella giornata toccai un punto di me stesso: 
quella barca vuota fu il mio Maestro.
E adesso se qualcuno con la sua barca mi urta
 e mi insulta io sorrido
 e dico che anche questa barca è vuota.
Chiudo gli occhi e vado dentro.


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